caro acqua: per Schillaci, “È inaccettabile che l’acqua venga pagata al fornitore Siciliacque a 68 centesimi al metro cubo, per poi essere fatturata agli utenti alla cifra di 4 euro e 50 centesimi”

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Un gruppo di lavoro composto da sindaci ed assessori dei comuni di Leonforte, Piazza Armerina, Agira e Troina, che supporti i tecnici dell’Ato e vada a supervisionare le modalità di definizione delle tariffe idriche, cercando di capire quali siano i margini per una loro revisione al ribasso, dopo anni di costante e continua crescita.
È la proposta che l’assessore alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche del Comune di Troina Giuseppe Schillaci, delegato dal sindaco Fabio Venezia, ha avanzato venerdì 29 novembre scorso, nel corso dell’assemblea dell’Ato idrico di Enna, cui hanno partecipato quasi tutti i sindaci soci dell’Ente.
“È inaccettabile – spiega l’assessore Schillaci – , che l’acqua venga pagata al fornitore Siciliacque a 68 centesimi al metro cubo, per poi essere fatturata agli utenti alla cifra di 4 euro e 50 centesimi. Vogliamo capire una volta per tutte a cosa servano questi 4 euro di differenza, che rappresentano un vero salasso annuale per le famiglie ennesi per un servizio che dista anni luce dalla piena efficienza, soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi anni la quantità di metri cubi acquistati da Siciliacque è notevolmente diminuita”.
L’iniziativa, è maturata a seguito della discussione sulla revisione delle tariffe idriche approvate dal gestore in Provincia di Enna, inserita all’ordine del giorno su richiesta del Comune di Piazza Armerina e sulla scorta delle precedenti già avanzate dai comuni di Agira e Leonforte.
Gli amministratori presenti, hanno infatti appreso dal direttore generale dell’Ato Stefano Guccione che la paventata scadenza del 30 novembre per un’eventuale revisione non sussiste, dal momento che il metodo tariffario viene definito dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che esiterà quello aggiornato entro la fine dell’anno, in base al quale potranno poi essere formulate proposte motivate e tecnicamente circostanziate per una revisione al ribasso della tariffa entro il 30 aprile 2020.
Da qui, la dura presa di posizione di tutti i comuni partecipanti e la proposta dell’assessore Schillaci, accolta ed approvata all’unanimità dai sindaci presenti.
“La mia proposta – prosegue Schillaci – , è maturata interpretando un sentimento comune e la sua approvazione all’unanimità è segno che noi amministratori non vogliamo più tollerare unanimemente le vessazioni che, da anni, il gestore impone agli utenti. Faremo di tutto, nei limiti del possibile, per ridurre le tariffe e tentare di far tornare ai comuni la possibilità di gestire il servizio in maniera più efficiente ed oculata”.

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