Ha suscitato grande interesse la conferenza dello Storico dell’Arte Angelo Bartuccio sul tema “Sulle orme del Caravaggio: Paladini e Roggeri nel Duomo di Enna”.

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Ha suscitato grande interesse l’incontro tenutosi l’8 gennaio scorso alla Matrice, dove lo storico dell’arte Angelo Bartuccio ha parlato sul tema “Sulle orme del Caravaggio: Filippo Paladini e Vincenzo Roggeri nel Duomo di Enna”. Due grandi interpreti della pittura siciliana, attivi nei primi anni del secolo XVII il primo, artista di estrazione fiorentina, il secondo nisseno poco conosciuto, che hanno lasciato opere pittoriche significative nel nostro massimo monumento Ecclesiale, impreziosendolo. Numerosi i presenti, molti rimasti in piedi nella Cappella di sant’Andrea attigua alla sacrestia, dove si è svolto l’incontro con il prof. Bartuccio, illustre nostro concittadino, che vive a Padova.  Ha introdotto Enrico Patrinicola che ha letto i saluti e un messaggio di Nino Gagliano, presidente dell’Accademia Pergusea, impedito per un leggero malessere. Tra i presenti Mons. Francesco Petralia, già parroco emerito della Matrice. Ha presentato l’illustre relatore Federico Emma, segretario del Comitato ennese della Società Dante Alighieri, che ha patrocinato l’evento, organizzato dall’Accademia Pergusea, 

 Emma ha tracciato un breve profilo accademico-professionale dell’oratore, laureatosi in Storia dell’Arte presso l’Università Cà Foscari di Venezia, studioso dei tanti tesori d’arte conservati nel nostro Duomo, tra cui la quadreria dove spiccano le opere del Paladini e del Roggeri, attivi in Sicilia nei primi anni del ‘600.

Bartuccio, con l’ausilio di slide proiettate sullo schermo per evidenziarne i particolari, ha iniziato a parlare del Paladini, il pittore fiorentino, che lasciò significative tracce della sua produzione pittorica nelle cinque tele del ciclo mariano del coro absidale in Enna. Negli ultimi anni della sua vita dimorò a Mazzarino, dove morì nel 1614. Ha poi illustrato l’influenza che ebbe la pittura del Caravaggio sui nostri Artisti, coevi del più famoso Michelangelo Merisi, approdato in Sicilia proveniente da Malta, dov’era esule, intorno al 1606. 

“Del pittore nisseno Vincenzo Roggeri – ha sottolineato Bartuccio – non si sa quasi niente, anche perché è stato poco studiato. Molte sue tele si trovano a Caltanissetta nella cattedrale e nel museo diocesano. Ad Enna sono presenti due grandi tele, l’Adorazione dei Magi e la Dormitio Virgini, e il ciclo pittorico di quattordici tele sui santi Basiliani ennesi, poste nel cornicione della navata centrale del Duomo”. Anche la pittura del Roggeri si accosta all’influsso stilistico di Caravaggio. Il Roggeri nei suoi quadri è attento nei dettagli, preziosi e ben eseguiti, dove gli abiti dei personaggi sono ricchi, con molte pieghe e gioielli (Adorazione dei Magi nel transetto). La dettagliata disquisizione del Bartuccio sulle opere del Paladini e del Roggeri ha suscitato negli intervenuti grandi emozioni ed ha svelato opere di inestimabile valore presenti nel Duomo da secoli, quasi sconosciti ai più. È stato un incontro fortissimamente voluto dall’Accademia Pergusea, in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2020, di cui è presidente Nino Gagliano, che ha cooptato l’esperto e studioso, Angelo Bartuccio, quale socio accademico corrispondente, che da quest’anno collaborerà stabilmente con il Centro Sudi per la Storia dell’Arte intitolato a “Rocco Lombardo”. La conferenza si è conclusa con un exursus in chiesa ad ammirare le opere del Paladini e del Ruggeri.

 Nativo di Enna, da sempre legato alla sua terra d’origine, vive a Padova. Ottenuta la laurea triennale in Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, consegue quella magistrale in Storia dell’Arte col massimo dei voti presso la prestigiosa Università Cà Foscari di Venezia. La conferenza è stata piacevole, una vera e propria ‘lectio magistralis’, che ha suscitato molto interesse tra gli intervenuti. In una recentissima video-intervista al Bartuccio, concessa al giornalista Riccardo Caccamo, il Nostro, che nel frattempo è diventato docente di storia dell’arte nell’Università Popolare di Camponogara (VE), ha così espresso il suo pensiero: “Il mio obiettivo è recuperare il senso di comunità nel nostro territorio, attraverso la cultura, con incontri programmati. Da quest’anno collaborerò con L’accademia Pergusea e il Centro Studi “Rocco Lombardo” nel promuovere attività per far conoscere a un più vasto pubblico i tesori d’arte che Enna detiene da secoli. Ci riapproprieremo dei nostri beni culturali, dei nostri beni comuni, del nostro nuovo modo di sentire la città. La conoscenza del nostro passato ci farà sentire cittadini attivi e integrati nella comunità”.

 Grande soddisfazione ha espresso il presidente Gagliano in una nota inviata a tutti i soci accademici sul successo dell’incontro al Duomo. “Esso va ascritto alla passione e all’amore dello staff, impegnato costantemente a portare sempre più in alto il nome dell’Accademia Pergusea”. 

Salvatore Presti

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