LE PRIME DONNE CHE SCESERO IN POLITICA AD ENNA di Salvatore Presti

Print Friendly, PDF & Email

Negli anni della cosiddetta prima repubblica, dal 1946 al 1994, in quasi cinquant’ anni di vita politica-amministrativa della nostra città, soltanto nove sono state le donne che hanno ottenuto un seggio in consiglio comunale. Le prime ad essere elette furono Rosalba Lombardo Costabile e Rosaria Romano Insinga, entrambe militanti nell’allora neonato partito della Democrazia Cristiana. Quello fu il primo consiglio comunale – eletto con libere elezioni – dove, per la prima volta, votarono anche le donne. Significativa, quindi, la partecipazione alla competizione elettorale da parte delle donne ennesi in quei primi anni di democrazia dopo il ventennio. La signora Lombardo, catanese, si trovava in quel tempo residente a Enna poiché consorte di un alto funzionario della Banca d’Italia; la Signora Romano era invece moglie del magistrato e presidente del nostro tribunale Antonio Romano, eletto, con lo scudo crociato, prima all’Assemblea Costituente e poi al Senato della Repubblica. Originaria di Nicosia, proveniente da una nota ed agiata famiglia, gli Insinga, la signora Rosaria è ancora nei ricordi di molti ennesi per i suoi modi gentili. In quella prima “legislatura”, dopo il secondo conflitto mondiale, fu a capo del governo cittadino Paolo Savoca, il sindaco “più amato dagli ennesi”. Questi primi anni di democrazia furono caratterizzati da una spontanea e massiccia partecipazione dei cittadini alla vita politica. Nella successiva tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale, siamo nel 1952, non si ripresentò la Romano Insinga mentre venne riconfermata la Lombardo Costabile. Con lei vennero elette altre due donne: Giuseppa Gennaro Rutella e Vincenza Bruno, entrambe della lista del Fronte del Popolo (PCI – PSI).  Vincenza Bruno si può considerare la vera “rappresentante” del proletariato femminile ennese di quel tempo. Infatti, proveniva dal popoloso quartiere Fundrisi. Alle sedute del consiglio comunale andava, alle volte, con il proprio figlioletto, forse perché i familiari, impegnati nelle proprie attività, non erano nelle condizioni di accudire il bambino. La signora Giuseppa Rutella, Ina per gli amici, consorte del noto avvocato civilista Giuseppe Gennaro, anch’egli militante nel Partito Comunista Italiano, ci raccontava che perfino Padre Antonio, noto frate francescano del convento di Montesalvo, le fece involontariamente la campagna elettorale. Difatti, “nella sua sacca, colma di fac-simili della D.C., riuscii a far scivolare, durante un colloquio ravvicinato, un certo numero di volantini con la falce e martello”. Il frate, poveretto, era noto, non vedeva nemmeno a pochi centimetri dal suo naso!

 Nella successiva “legislatura” (1956 – 1960) la signora Ina Gennaro, l’unica donna rieletta in consiglio, ricevette l’incarico di ricoprire la carica di assessore comunale dall’1 marzo del 1959 al 24 novembre del 1960, la prima donna ad avere assunto tale mandato, mentre era sindaco l’avvocato Vittorio Ugo Colajanni. Nella successiva tornata elettorale per il rinnovo del consiglio, siamo nel1960, gli elettori, nel riconfermare la Gennaro, diedero la loro fiducia anche a Luigia Bruno Steffennino, originaria di Asti, consorte del Dott. Mario Bruno, funzionario-cassiere della Banca d’Italia, democristiana. La stessa ricoprì, dall’1 febbraio 1962 al 27 aprile 1962, la carica di assessore nell’amministrazione guidata dall’On. Dott. Paolo Lo Manto.

 Si dovrà attendere dieci anni prima di rivedere donne in consiglio comunale. Solo nelle elezioni del 1970, infatti, tra i quaranta consiglieri eletti troviamo: Emma Curcio della lista della D.C., proveniente dal movimento cattolico Cif, già dirigente del movimento femminile del suo partito; Biagia Di Mattia del Partito Comunista Italiano, militante nella Cgil. 

Emma Curcio divenne assessore comunale dal 16 gennaio 1972 al 22 dicembre del 1974 e dal 5 settembre 1975 al 17 settembre 1977. Le ultime tre donne che hanno avuto un seggio consiliare sono state le signore: Biagia Di Mattia, rieletta; Carmela Sciuto della lista del P.C.I, consorte dell’avvocato Alberto Rutella; Ines Rosa Corvisieri del M.S.I., moglie del Dott. Antonino Cassarà. Tutte elette nel 1980.

Nei successivi nove anni della prima repubblica, dal 1985 al 1994, nessuna donna si è più seduta negli scranni di Sale d’Euno, malgrado, nelle varie liste, diverse sono state le candidature al femminile.

_______________

(pubblicato nella Cronaca di Enna del Giornale di Sicilia il 27/03/05 col titolo “Ritratto delle prime nove donne che scesero in politica” ed inserito nel libro dello stesso autore “ENNA-Il filo della memoria” edito da NovaGraf, Assoso, 2013, ancora disponibile nelle edicole e librerie della città).  

Related posts