Elio Galvagno sul passaggio dall’Ato all’Ati: richiesta di commissariamento atto necessario. Ritardi mettono a rischio il finanziamento delle reti

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“Apprendo dalla stampa che Maurizio Di Pietro, nella qualità di Presidente dell’Ato idrico, ha sentito la necessità di convocare una conferenza stampa per rispondere alla mia richiesta di commissariamento, formulata fuori dai clamori mediatici e indirizzata soltanto agli organismi competenti. Per chi attribuisce agli altri motivazioni elettorali, mi sembra certamente un atto coerente!”. Così Elio Galvagno, Sindaco di Centuripe, interviene all’indomani della conferenza stampa convocata dal Sindaco del Comune capoluogo a seguito della richiesta di commissariamento dell’Ato Idrico per il “subentro operativo dell’Assemblea territoriale idrica”, formulata dal Sindaco di Centuripe e dal Sindaco di Cerami ed indirizzata all’Assessore Regionale dell’Energia. 

“Dopo aver preso atto –  si legge nella nota –  “del perdurare della situazione di stallo sulle procedure di subentro definitivo dall’Ato idrico di Enna in liquidazione all’Assemblea territoriale idrica di Enna;” e “del blocco dei trasferimenti pubblici, operato da parte della Regione siciliana, destinati alla copertura delle opere già inserite nel “Patto per lo sviluppo della regione Siciliana” si chiede all’Assessore regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, urgentemente, la nomina di un commissario ad acta, che si  insedi presso l’Assemblea territoriale idrica per completare le necessarie procedure di subentro operativo dal Consorzio Ato 5 di Enna all’Ati di Enna per il trasferimento del personale, delle funzioni e delle competenze in maniera da rendere nuovamente disponibili le risorse pubbliche, destinate alla realizzazione delle infrastrutture idriche, da parte della Regione siciliana a vantaggio del territorio ennese”.

“Di Pietro sa benissimo – continua Galvagno – che il mancato passaggio di funzioni, oltre ad essere certamente un demerito per chi doveva condurre questo processo, sta creando non pochi disagi a tutto il territorio ennese e non solo alla mia Comunità. Cito, solo a titolo esemplificativo, le opere che sono bloccate e di cui stiamo rischiando di perdere i finanziamenti per l’incomprensibile lentezza nella procedura di trasferimento delle funzioni che, lo ribadisco, è un atto dovuto previsto da una legge della Regione Sicilia: 

  • Rete idrica Aidone (S. Anna), per un importo di euro 2.124.990,13; 
  • Rete idrica Centuripe, per un importo di euro 4.899.142,73;
  • Rete idrica Cerami, per un importo di euro 1.264.800,00;
  • Adeguamento impianto depurazione Aidone, per un importo di euro 1.076.978,91;
  • Adeguamento impianto depurazione Enna, per un importo di euro 4.820.478,49
  • Adeguamento impianto depurazione Pietraperzia, per un importo di euro  775.815,37;
  • Adeguamento impianto depurazione Regalbuto, per un importo di euro 1.553.245,12;
  • Adeguamento impianto depurazione Troina (c.da Schiddaci), per un importo di euro 1.235.132,75;
  • Adeguamento impianto depurazione Troina (c.da S. Michele Vecchio), per un importo di euro 1.235.132,75.

“Quelli che difendo con la richiesta di commissariamento sono, dunque, “interessi legittimi” che riguardano tutta la provincia, inclusa la città di Enna, e che puntano all’urgenza di migliorare la qualità e l’efficienza delle reti idriche nel nostro territorio, in tanti casi ridotte ad un colabrodo. 

D’altra parte Di Pietro, nella ricostruzione che fa della vicenda, tutta improntata ad un “vorrei ma non posso”, nel quale vengono messi in un unico calderone il tema della pubblicizzazione dell’acqua, delle partite pregresse e della tariffa, trascura di ricordare che il passaggio all’Ati non è ostativo di alcun percorso di rimodulazione della tariffa. Al contrario, le Ati sono Enti di governo indispensabili per la governance del servizio idrico e per l’esercizio di quei poteri di controllo, regolazione e vigilanza cui si fa riferimento.  

Ma poiché ho sempre improntato il mio impegno politico al coraggio, alla libertà e all’indipendenza, dice bene Di Pietro, considero necessario fare chiarezza e spiegare, per esempio, che la tariffa è determinata dall’Arera e che gli aspetti su cui l’Ato può intervenire sono ormai residuali, e tra questi proprio il blocco degli investimenti di cui parlavo:  interventi per un totale di 18.985.716,26 euro già finanziati con fondi del “Patto per la Sicilia” e con fondi della Legge 388/2000, a seguito della rimodulazione dell’Accordo di Programma Quadro.

Se i lavori non dovessero iniziare immediatamente, lo ribadisco, difficilmente i predetti finanziamenti potranno essere riutilizzati e saranno destinati a progetti cantierabili in altre Province o Regioni”. 

“Altri sono, invece, gli aspetti su cui l’Ato avrebbe potuto intervenire concretamente e non lo ha fatto: penso, per esempio, al fondo perequativo, al quale altri Ato hanno attinto per ridurre se non azzerare in bolletta le partite pregresse; alla messa in esercizio dei pozzi in tanti Comuni, Enna compreso, riducendo il costo dell’acquisto di acqua da Siciliacque; si sarebbe potuto pensare, ancora, all’installazione di impianti fotovoltaici per ridurre il costo salatissimo dell’energia elettrica per il sollevamento dell’acqua e si sarebbe potuto aprire un ragionamento per l’utilizzo dell’acqua della “Nicoletti”, con la installazione di un impianto di potabilizzazione, da finanziare con fondi a totale carico del Ministero dell’Ambiente.

Ma durante le assemblee a cui ho sempre partecipato, – conclude Galvagno – si è impiegato il tempo a discutere di un passaggio previsto dalla legge e che ora è diventato, proprio per fare le cose per bene, indifferibile”. 

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