ELISA DI DIO, UNA VITA PER IL TEATRO di Salvatore Presti

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Elisa Di Dio, al rientro da Milano, dove si è esibita con Giorgio Cannata al Teatro Libero nello spettacolo “Didon Now” di Lina Prosa, ha così commentato : “E’ stato un successo, il teatro era gremito in ogni ordine di posti, sia nella prima del 17 gennaio che nelle repliche del 18 e 19. Le numerose chiamate a scena aperta e a fine spettacolo, per un lungo e avvolgente applauso, hanno premiato autori e artisti per l’impegno e la qualità del lavoro. Molto apprezzate sono state le scene e i costumi di Luca Manuli, le musiche di Michele Di Leonardo e le coreografie e la regia di Andrea Saitta.” Elisa Di Dio, attrice di successo, regista e drammaturga, ha appreso i rudimenti del teatro dalla nonna Elisa e dal papà Nuccio. Nel 1995 si è perfezionata con un corso per professionisti del teatro, attivato dalla scuola dello Stabile di Catania. Con il fratello Angelo ha fondato la “Compagnia dell’Arpa” che è attualmente una delle più attive e innovative del meridione d’Italia. Ha lavorato per il circuito dei Teatri di Pietra, con il regista e coreografo Aurelio Gatti e con gli attori Filippo Luna, Orso Maria Guerrini e tanti altri. Elisa è docente di materie teatrali presso numerosi laboratori nelle scuole ed Enti universitari. Ha collaborato con la cantautrice Francesca Incudine sotto la direzione artistica di Sebastiano Gesu. Altre produzioni di cui Elisa Di Dio è autrice o coautrice sono andati in scena al Garibaldi Enna e nei teatri di diverse città della Sicilia e d’Italia. La sua predilezione è la scrittura ispirata a personaggi femminili: “Immensamadre”, “Dame Qujiote”, “Una donna di Ragusa”, tratto dalla biografia di Maria Occhipinti, “Curri l’Aria”, sull’epopea garibaldina in Sicilia vista da occhi di donna, scritta a quattro mani con lo storico Rocco Lombardo, con musiche originali di Mario Incudine e la partecipazione della cantautrice Francesca Incudine. Tra gli ultimi successi, “Frida”, la pittrice messicana tormentata dalla malattia, indipendente e passionale, vissuta nella prima metà del Novecento. Altra pièce è stata data al Garibaldi dal titolo “Lingua di cane” con il coinvolgimento di attori e attrici che, partiti da Enna, hanno intrapreso studi teatrali presso prestigiose scuole di teatro e oggi lavorano da professionisti sulla scena nazionale. I lavori più recenti da attrice protagonista, da drammaturga e regista “La storia di Rita “e “Come Due figli”, sono stati rappresentati a Palermo in anteprima assoluta al Teatro Regio di Santa Cecilia. E ancora “Di questo terribile amore, sulla vita e martirio di Mariannina Coffa” e “Madame Barbebleu” che risultano andati in scena rispettivamente a Marzameni, al Festival del Cinema di Frontiera e al Teatro d’Essai di San Cataldo (CL), sono stati inseriti nel circuito del teatro contemporaneo “Latitudini”. Recentissima l’uscita del suo primo libro “Teatro al centro” con sottotitolo “Storia e testi per i trent’anni della Compagnia dell’Arpa”, scritto con la passione che l’autrice ha avuto ed ha per il teatro, fonte di cultura e di vita. La prefazione è di Mariangela Vacanti, giornalista professionista e drammaturga, e la postfazione del fratello, Angelo Di Dio, presidente e responsabile delle scelte artistiche della Compagnia. Il volume è stato presentato con grande successo di pubblico presso gli spazi dell’ex Monastero dei Benedettini di Enna. Nelle ultime pagine del libro l’autrice si racconta e fa un ritratto di sé stessa che compendia “le sue coordinate biografiche e caratteriali, gusti, gesti e luoghi che definiscono un percorso di vita”. Il libro raccoglie testi messi in scena e progetti ancora da realizzare. “Perché Teatro al Centro? Perché un centro è un centro: un centro riunisce, un centro collega, un centro fa sentire la propria presenza, un centro è propulsione, un centro vuole promuovere, coordinare, connettere”. Così​ha scritto Angelo Di Dio, precisando anche che “Trovarci con i piedi ben piantati al centro della Sicilia ci ha consentito comunque di viverci e sentirci punto d’incontro per un processo continuo di contaminazioni e recuperi”. Piace qui trascrive un passo del testo “Le mani della madre – erranze divine nel cuore della Sicilia”, scritto nel 2018, e pubblicato nel suo libro a pag.30. “Enna è femmina, Fimmina si dice dalle nostre parti. Il suo sentire di storia attraverso occhi di donna, viene alla città da un tempo non misurabile e dal suo essere legata al mito di Kore, la fanciulla divina rapita da Ade, figlia della greca Demetra, poi Cerere per i romani. I luoghi di Enna non sono solo lo sfondo dell’epifania del divino, ma sono essi stessi mito e culto, terra, pietra, pane, acqua, grano, ovvero ciò che nutre da sempre l’umanità” . Sono due donne, due madri – racconta Elisa nel commento al testo – che in una fredda notte di primavera, una cerca la figlia, Kore, scomparsa, forse rapita, l’altra è alla ricerca del figlio, Gesù, forse un ribelle, un pacifista, braccato dal potere politico e condannato a morte . […] Accade così che nel cuore della terra di Sicilia, per un attimo o forse nell’eternità del rito, e nella memoria del mito, Demetra e Maria s’ incontrino per la prima volta, si parlino”. “Tutto avviene sull’isola […] Ed è l’entroterra siciliano, dove lei è nata, lavora e vive, Enna e Calascibetta, con le loro nebbie, le grandi epopee del passato, le urla dell’abbandono. Elisa ama profondamente questo territorio e le sue storie ne sono il riflesso. Le ha raccolte come si fa con le spighe d’estate, ad una ad una, a mani nude, a volte anche ferendosi. È scesa per strada nei giorni afosi e gelidi delle processioni, ha corso tra i giunchi del Lago di Pergusa, ha camminato sul sentiero polveroso di Morgantina, tra i rovi di Cozzo Matrice, ha parlato con madri devote, archeologi, ambientalisti, politici. E da tutti ha raccolto un’evocazione, una parola”. Così ha scritto Mariangela Vacanti, autrice della prefazione del libro “Teatro al Centro”.

Salvatore Presti

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