Le ansie dei bambini e delle famiglie ai tempi del Coronavirus….di Chiara Fruscione psicoterapeuta.

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L’emergenza che stiamo vivendo pone ciascun individuo davanti ad una sfida durissima che nessuno era preparato ad affrontare. Stiamo assistendo ad una necessaria riorganizzazione degli assetti societari, lavorativi e familiari con inevitabili ripercussioni psicologiche per ciascun individuo. L’intento di questo articolo è fornire un supporto alle famiglie con bambini, in quanto da professionista della salute mentale ritengo estremamente importante non trascurare questa fascia della popolazione. Lungi dal voler proporre soluzioni banali e immediate all’angoscia, ritengo più utile offrire degli spunti di riflessione con risvolti concreti. La salute mentale non può ridursi a speculazioni astratte o a istruzioni che hanno il carattere della panacea, bensì va curata e coltivatanel tempo con attenzione e responsabilità. Leggo sui social commenti e mi pervengono richieste d’aiuto da parte di genitori che non sanno come affrontare questo difficile momento in cui restare chiusi a casa è una prescrizione fondamentale per affrontare l’emergenza ma altrettanto difficile da realizzare per una società abituata alla frenesia e al costante contatto sociale. Alcuni, assecondando la moda del momento hanno realizzato dei lavoretti che riportano lo slogan “andrà tutto bene”, con l’intento di neutralizzare la paura. A tale proposito ritengo indispensabile chiarire che sentirsi impauriti e impotenti davanti a questa situazione è una condizione assolutamente naturale e comprensibile, della quale non bisogna assolutamente vergognarsi. Al contrario accogliere la paura implica l’avvenuto riconoscimento del pericolo e l’assunzione di responsabilità del rischio connesso al pericolo. Detto in altri termini, prendere coscienza del fatto che dinanzi al virus siamo impotenti aumenta la probabilità di adottare condotte sane, quali ad esempio seguire le prescrizioni governative o le norme igieniche fondamentali. Il riconoscimento del rischio rappresenta quindi un fattore protettivo verso la nostra salute e quella altrui. In questo marasma di emozioni anche i bambini provano disorientamento e paura ancor di più se i genitori cercano di dissimulare l’angoscia inviando loro messaggi contraddittori, apparentemente rassicuranti. Occorre quindi onestà e chiarezza, laddove per onestà e chiarezza non intendo mortificare la spensieratezza infantile, bensì spiegare con un linguaggio semplice, adeguato all’età, quanto sta accadendo. I bambini infatti acquisiscono consapevolezza delle proprie emozioni grazie all’adulto che si prende cura di loro. Davanti a situazioni emotivamente significative, attraverso un processo di rispecchiamento, l’adulto elabora una risposta emotiva che serve al bambino per decodificare l’evento. Se l’adulto è spaventato ma finge con il bambino di non esserlo, quest’ultimo percepirà l’incongruenza e si sentirà maggiormente angosciato. Diversamente, una comunicazione onesta e chiara, non disfattista si intende, aiuta il bambino a sintonizzarsi con le sue emozioni e a darsi il permesso di manifestare paura. Ritengo estremamente utile promuovere attività domestiche ludico-ricreative con l’obiettivo di alleggerire a tratti l’inevitabile tensione che aleggia nell’ambiente domestico, senza per questo negarla. Focalizzarsi su attività piacevoli per la famiglia è un modo utile a mettere in standby la rimuginazione di quei pensieri negativi che a loro volta innescano sentimenti di angoscia. È una sorta di “ trance ipnotica” che interrompe momentaneamente il flusso di pensieri disfattisti che al momento caratterizzano la nostra quotidianità. Infatti non dobbiamo dimenticare che il pensiero influenza inevitabilmente i nostri sentimenti e di conseguenza la nostra risposta agli eventi. I bambini captano ogni tipo di risposta emotiva, piacevole o spiacevole. Inoltre tendono a comportarsi secondo il modello di comportamento offerto dall’adulto, cosicchè condividere con loro il rispetto quotidiano delle norme igieniche fondamentali o dell’importanza di restare a casa, nel modo più naturale possibile, rappresenta un esempio di comportamento concreto da poter emulare, che aumenta la probabilità di adeguarsi a tali regole, senza viverle come imposizioni. È evidente che l’adulto costituisce il filtro che consente al bambino di affacciarsi al mondo e interpretarlo: se tale filtro sarà oscurato perché saturo di colori scuri, la visione del mondo sarà buia e molto limitata; se al contrario, usando un’immagine che per adesso va molto di moda, il filtro sarà colorato come un arcobaleno, l’immagine che ne risulterà sarà sicuramente più ricca, variopinta e gradevole
D.ssa Chiara Fruscione
Psicologa
Psicoterapeuta in Formazione in Psicoterapia Ipnotica Ericksoniana

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