Accordo UniCredit è segnale di speranza per il futuro anche in Sicilia

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In tempi di Covid sindacati e UniCredit siglano un’intesa di considerevole portata che guarda al futuro. Rispetto alle previsioni iniziali il confronto ha dato più sostenibilità ad un accordo che riduce sì il numero delle filiali ma stabilizza l’occupazione di chi resta, favorisce l’uscita anticipata e volontaria di 5.200 dipendenti (800 in meno perché riconvertiti), consente il ricambio generazionale con 2.600 nuove assunzioni rafforzando le attività al Sud. Questo in sintesi l’impianto del reciproco sì che ha portato azienda ed organizzazioni sindacali ad una serrata negoziazione  in videoconferenza.

“La chiusura di una trattativa in questo difficile periodo è un messaggio di speranza che vogliamo dare all’economia – dice Fabrizio Greco, componente la segreteria del gruppo Unicredit e segretario territoriale First Cisl Agrigento ,Caltanissetta, Enna -. Abbiamo lavorato con pazienza e costanza apportando significative correzioni ad un piano industriale che nella sua originaria formulazione era molto più duro. Gli esuberi passano da 6.000 a 5.200, le uscite saranno volontarie ed il ricambio arriverà da 2.600 neoassunti. Per il meridione abbiamo chiesto ed ottenuto un rafforzamento dei poli esistenti in Sicilia avviando nuove forme di lavorazione che punteranno su digitalizzazione e innovazione tecnologica. Questi nuovi flussi di lavoro contrasteranno la desertificazione del territorio”.

“Sul fronte delle politiche del personale – aggiunge Greco – la questione del lavoro autonomo è stata risolta mentre i trasferimenti avverranno  con il consenso dei lavoratori. Significative, infine, le azioni consentiranno di riparametrare il welfare allineandolo a tutte le realtà del gruppo”.

La segretaria regionale di First Cisl, Anna Cutrera conclude rimarcando che l’intesa raggiunta “infonde coraggio e ci fa guardare al futuro con fiducia. Siamo parte del sistema di un paese che sta affrontando un momento critico ma del quale usciremo con impegno, solidarietà e  condivisione”.                                                                                                   

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