ENNA, ABOLITA QUEST’ANNO LA SETTIMANA SANTA

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Quest’anno i riti della Settimana Santa, a causa del Covid19, sono stati aboliti per disposizione del vescovo della diocesi, Monsignor Rosario Gisana, diramata a fine marzo scorso. Come si sa per secolare tradizione con la Domenica delle Palme ad Enna si dà inizio alle cerimonie liturgiche e alle processioni, che si concludono otto giorni dopo la Pasqua, la Domenica in Albis, con la ‘rappresentazione’ della “Spartenza”. Il momento culminante delle celebrazioni pasquali è la processione del Venerdì Santo, che coinvolge oltre tremila confrati incappucciati iscritti alle sedici confraternite cittadine e che richiama ad Enna diverse migliaia di turisti italiani e stranieri. Tutto rinviato al prossimo anno. Negli anni trascorsi si sono avuti flussi sempre crescenti di visitatori, con sicuri benefici per l’economia della città e di tutto il territorio. Gli ennesi quest’anno saranno obbligati a rimanere a casa fino al 14 aprile. Vedere una città semideserta senza le sfilate delle confraternite e senza le processioni delle “Vare” farà un certo effetto. A memora d’uomo, a parte le interruzioni dovute agli eventi bellici della prima e seconda guerra mondiale, non si era mai verificata l’abolizione totale dei riti della Settimana Santa. Alcune volte è successo che la processione del Venerdì non si è potuta svolgere per il maltempo. Rino Realmuto, nel libro sulla Storia della Settimana Santa e delle Confraternite ad Enna, riferisce che nel 1782 la neve era tanto alta che nessuna processione esterna potè effettuarsi. Nel 1798 si levò un vento così forte da sembrare un ciclone, tanto che la processione fu interrotta e tutti, confrati e vare, si dovettero rifugiare nella chiesa di San Cataldo; al vento seguì una tempesta di grandine per cui nessuno potè ritornare a casa sino al mattino seguente. In tempi più recenti per un forte temporale la processione non potè ripartire dalla Matrice, dove nel frattempo erano sopraggiunti con le Vare i confrati tutti fradici d’acqua, generando una discussione nella sacrestia. Infatti non tutti i Rettori si trovarono d’accordo sulla decisione da prendere; alcuni volevano continuare la processione, altri no. Alla fine quel Venerdì Santo finì lì, per la ferma presa di posizione della confraternita dell’Addolorata e di quella del SS. Salvatore fortemente contrari per i danni che la pioggia poteva arrecare alle rispettive Vare e, soprattutto, alla statua della Madonna Addolorata che, come si sa, è in cartapesta.

Salvatore Presti

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