Confartigianato Imprese Enna chiede con forza provvedimenti dedicati al settore benessere.

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Il settore benessere, che include centri estetici ed acconciatori è uno tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19. I dati per il settore sono pesantissimi. Il mix di lockdown e concorrenza sleale sta generando ampie perdite per il settore dell’acconciatura ed estetica dove in Sicilia operano 9 mila imprese, di cui il 91,6% artigiane, che danno lavoro a 15 mila addetti. Per il settore acconciatura ed estetica si stima una perdita economica nell’arco dei tre mesi di marzo, aprile e maggio pari a 63,7 milioni di euro, 5,9% della perdita nazionale (1.078,5 milioni di euro), con potenziali pesanti ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 4 mila addetti del settore.

Con questa premesse dichiara – Rizza Paola Rita  acconciatrice e Vice Presidente prov.le della categoria Benessere di Confartigianato Imprese Enna- è necessario che il Governo pensi per le aziende del settore specifici e poderosi interventi di sostegno economico e ad una forte tutela da parte degli organi preposti al controllo che le preservi dal proliferare del ricorso al nero, che oltre a danneggiare fortemente chi opera nella legalità, mette in pericolo la salute dei cittadini approfittando della carenza di controlli.

La riapertura delle imprese del settore, in forte sofferenza, va ponderata alla luce dell’andamento dei contagi, che vanno monitorati dalle autorità competenti, nonché dei costi connessi alla messa in sicurezza delle attività che andranno associati ad una riduzione delle lavorazioni e quindi dei ricavi. 

Maggiore attenzione e tutela per gli appartenenti alla categoria, è quello che chiede a gran voce la Presidente prov.le del settore Benessere di Confartigianato Imprese Enna, Maria Di Venti, estetista, che dichiara: La professionalità che da sempre contraddistingue il settore va protetta e sostenuta assolutamente con misure dedicate. Il sistema della sicurezza comporterà un aumento dei costi non indifferente, soprattutto considerando le spese necessarie per gli adeguamenti richiesti dai protocolli adottati, dai dispositivi di protezione individuale alle sanificazioni.  E’ quindi auspicabile pensare di agevolare le nostre imprese e garantirne il rilancio con misure idonee. Prevedere semplicemente la riapertura non basta.

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