Enna: “860 mila euro l’anno per la concessione del servizio di gestione degli impianti della pubblica illuminazione ad una società privata”.

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“Siamo convinti che ieri sia stato compiuto un atto non condivisibile e lo abbiamo voluto manifestare abbandonando l’aula prima della votazione”, lo dichiarano i due portavoce del Movimento 5 Stelle in riferimento all’inserimento del Project Financing sulla pubblica illuminazione nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, approvato ieri in Consiglio comunale. “Una scelta politica scellerata che calpesta del tutto l’interesse della città”, afferma Cinzia Amato, che in questi anni ha sempre chiesto all’Amministrazione Dipietro di partecipare alla misura prevista dal bando FESR Sicilia 2014/2020 per accedere ad un finanziamento a fondo perduto, che avrebbe permesso di realizzare l’intervento per l’ammodernamento e la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica a costo zero. “La nostra alternativa”, prosegue la Amato, “non solo avrebbe consentito di realizzare l’intervento a costo zero, ma avrebbe creato anche un ritorno per l’economia locale, favorendo le aziende e la manodopera del territorio.

Inoltre, avremmo evitato la privatizzazione di un servizio pubblico, che alla luce dei risultati della gestione privatistica del servizio idrico da parte di Acquaenna, si è dimostrata una scelta infelice e di cui tutt’oggi i cittadini ne pagano le conseguenze.

La stessa operazione è stata invece attuata dalla Giunta mediante la concessione del servizio di gestione degli impianti della pubblica illuminazione ad una società privata, Esco, dietro il pagamento di un canone di circa 860mila euro l’anno per 12 anni, indebitando in tal modo il Comune di Enna per una somma pari a circa 10 milioni di euro”.

“In una situazione eccezionale come quella che stiamo vivendo”, prosegue Davide Solfato, “in cui i mandati dei sindaci e dei consiglieri comunali sono stati prorogati solo per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica che le nostre realtà stanno soffrendo, ci saremmo aspettati di riprendere i lavori consiliari esclusivamente per discutere delle manovre che l’Amministrazione dovrebbe mettere in atto per aiutare le famiglie e le attività economiche cittadine, nonché per far fronte alle criticità che si stanno riscontrando nella consegna degli ultimi pacchi spesa o nella mancata sospensione dei tributi locali o, ancora, nella mancata approvazione del bilancio, strumento indispensabile per capire con quali risorse e modalità sostenere tutte queste categorie e di cui, invece, sembra non esserci ancora alcuna traccia”.

“Questa vicenda – concludono i due consiglieri – sottolinea ancora una volta la profonda differenza della gestione della cosa pubblica tra il Movimento 5 Stelle e l’Amministrazione Dipietro”.

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