Ancora una volta la Sicilia penalizzata nel riparto dei contributi per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali.

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Ancora una volta la Sicilia e tutto il sud Italia vengono fortemente penalizzate nel riparto dei contributi per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali. Come già avvenuto nel 2018, l’interpretazione dei criteri di distribuzione svantaggia le regioni del sud, con alcuni dati che gridano vendetta e dovrebbero solo fare arrossire.

Basti pensare che dei tre criteri presi in considerazione uno riguarda il dissesto idrogeologico. Ebbene per quello determinato dalle alluvioni, tre intere province siciliane hanno preso zero. Si tratta di Enna, Caltanissetta e Ragusa, la provincia di Trapani si consola con lo 0,01. Tutte le altre realtà siciliane prendono comunque spiccioli per il dissesto idrogeologico causato dalle precipitazioni. I più alti punteggi li prendono Palermo 0,27, seguita da Messina con lo 0,09. Tutto il meridione, eccetto Salerno, non va oltre lo zero virgola. Di contro abbiamo il 9,43 di Bologna, il 7,08 di Reggio Emilia, 6,29 Modena, il 6,08 di Ferrara, il 5,85 di Firenze, il 5,78 di Ravenna, il 3,61 di Pisa, il 2,97 di Padova.
E dire che la Regione Siciliana ha presentato la richiesta per lo stato di emergenza delle strade provinciali proprio per via dei fenomeni di dissesto idrogeologico alluvionali. Invece a guardare questa tabella sembrerebbe che nel meridione ci siano le strade migliori d’Italia. Sinceramente io mi sento offesa nella mia intelligenza.

A questo si aggiunge la beffa di tre province del nord Italia, Verbano-Cusio-Ossola, Sondrio e Belluno, che con un trucchetto giuridico lessicale si fanno dare il doppio dei soldi. La legge n.56 del 2014 permette loro di definirsi ‘province montane e di confine’, visto che confinano con uno stato estero. Nelle leggi regionali emanate per riconoscere questo status, però quest’ultima parte si sono ‘dimenticati’ di menzionarla. Così in tutti i ministeri, tavoli istituzionali, e nei comunicati stampa rivendicano di essere le uniche tre province montane italiane (il ‘di confine adesso è sparito’) e con questa motivazione rivendicando maggiori contributi. La verità è che non sono le uniche province montane, ma le uniche montane che confinano con uno stato estero e non c’è alcun motivo per cui debbano ricevere finanziamenti aggiuntivi per questo fatto.

Così ho presentato una interpellanza parlamentare al Ministero dei Trasporti per chiedere che venga rivisto il sistema di definizione dei criteri.

Il vero problema, però, è nella “Conferenza Stato-città ed autonomie locali” che approva questi riparti. E’ lì che si decidono queste partite. Inutile dire che in questa conferenza non c’è alcun rappresentante di province o comuni siciliani, sardi o calabresi, e vi è una schiacciante maggioranza di componenti che vengono da Roma in sù. Per questo ho depositato alla Camera una proposta di legge per fare si che le designazioni dei componenti di questi enti di confronto tengano conto della regione di appartenenza della provincia e comune rappresentato, in modo da garantire maggiore equità.

Adesso sarebbe bene che anche i nostri sindaci ed il presidente Musumeci si facessero sentire. E’ uno stato di cose che non si può tollerare oltre.

Così dichiara la deputata messinese del Movimento 5 Stelle, Angela Raffa, componente della Commissione trasporti della Camera.

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