SI COMPLETERA’ (FORSE) L’EDIFICIO DELL’ EX CISS DI PERGUSA di Salvatore Presti

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Nell’approssimarsi della campagna elettorale, i nostri politci candidati e non, rispolverano temi sensibili, che fanno sempre presa sull’opinione pubblica ennese. I temi che sembrano prevalere quest’anno sono tre. Ma non sono una novità, essendo sempre gli stessi da decenni. Uno, la valorizzazione del Lago di Pergusa per il decollo della zona lacustre sotto il profilo turistco; due, il castello di Lombardia per riportarlo ai fasti degli anni settanta e ottanta; tre, e questa sembra una novità, ma non lo è, il completamento del palazzo ex Ciss di Pergusa. A questo edificio un cospicuo finanziamento di tre milioni e 230 mila euro è stato destnato dal ministero della salute, nell’ambito di un finanziamento di 236 milioni per 42 ospedali e strutture sanitarie in Sicilia. Se n’è avuta notzia tra il mese di aprile e il mese di luglio scorso. Per Pergusa niente di nuovo, se non generiche promesse. Per il Castello è stato rispolverato un vecchio sito, il piazzale Euno ai piedi del maniero, dove saranno messe in scena commedie e altri generi di spettacoli. Sarebbe auspicabile, secondo il parere di tant, che l’ex Ciss trovasse finalmente la sua naturale destnazione di presidio ospedaliero a livello regionale per la riabilitazione di soggetti che hanno subito traumi. Marco Greco, rappresentante dei Giovani Democratci, ha scritto a chiare lettere che l’ex Ciss potrebbe diventare fonte di sviluppo sino ad ora mai sfruttata, se non nell’approssimarsi delle varie campagne elettorali. Qualcuno ha suggerito soluzioni per lo smaltmento delle acque bianche e nere dell’edificio, indispensabile per la messa in funzione della struttura, ma nessuna al momento è stata presa in seria considerazione. I nostri amministratori dovrebbero pensare a soluzioni valide per uno sviluppo sostenibile onde evitare pesant sanzioni dall’Europa. Si sperava che con il corona virus i finanziament arrivassero (finalmente) tramite la protezione civile e che la struttura potesse essere aperta con personale medico e infermieristco. In caso contrario si creerebbe una ennesima cattedrale nel deserto nel nostro territorio.

Salvatore Presti

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