IN SICILIA INCOMBE LA SICCITA’, UN RICORRENTE FLAGELLO CHE CONDIZIONA L’ECONOMIA DELL’ISOLA di Salvatore Presti

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In Sicilia, anche quest’anno per l’andamento climatco, la siccità si presenta puntuale. Le scarse piogge del mese di ottobre hanno messo in allarme soprattutto gli operatori economici del comparto agricolo. Tutta la filiera agro alimentare – dicono gli imprenditori agricoli – ne risentrà, con ripercussioni sull’economia. Anche il Consiglio nazionale delle ricerche ha dichiarato che l’Isola risulta la regione a maggior rischio siccità. Questo flagello, sin da secoli remot, ha condizionato la vita dei resident nell’Isola. Le invocazioni nelle chiese e negli oratori nei tempi antchi erano frequent. Ricorrent erano le processioni di fedeli che si recavano nei santuari, dove si celebravano messe dedicate alla fine della siccità. A Enna le processioni di supplica collettiva si svolgevano partendo dalle parrocchie. Di solito le mete erano Sant’Antonio Abate, venerato nella chiesa di Montesalvo, il SS. Crocefisso di Papardura e il Santo Padre (chiesa di San Francesco da Paola, a poche centnaia di metri dal Duomo). Alle volte si portava a spalla in processione per le vie della città Sant’Antonio. Molt erano i “viaggi” individuali o di gruppo, veri e propri pellegrinaggi, con stendardi delle confraternite e croci in legno in testa. Per oltre mille anni la Chiesa, due volte all’anno, prima di Pasqua e al tempo dell’Ascensione, ha sempre celebrato nelle campagne le Rogazioni, cioè le liturgie che si svolgevano all’aperto, perché scendesse la benedizione sulla terra, perché tutti i frutti venissero salvat con l’arrivo della pioggia. Nel giorno di Pasqua, in piazza Duomo s’incontrano i simulacri della Madonna con Cristo risorto. In questo giorno, prima della “Spartenza”, il clero con le confraternite dello Spirito Santo, del SS. Salvatore e di San Giuseppe si racano nei pressi del Castello di Lombardia dove viene impartta, con un quadretto reliquiario, la benedizione dei campi e delle messi.

Salvatore Presti

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