Covid 19: Enna non ha un centro per la raccolta di plasma iperimmune.

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Ad oggi sono solamente 8 i centri, autorizzati sul territorio regionale per la raccolta del plasma iperimmune. A gestire l’individuazione dei centri è il l’ osservatorio epidemiologico dell’ assessorato regionale per la Salute.

Ogni donazione di plasma può salvare in media circa tre persone. La Regione dovrebbe e potrebbe quindi aumentare ulteriormente i centri di raccolta. Ad essere tagliato fuori il Libero Consorzio di Enna, che rimane l’unica ex Provincia assieme a Siracusa a non avere un centro di raccolta di plasma iperimmune. I pazienti guariti da questa patologia quindi qualora volessero donare il loro plasma devono necessariamente recarsi altrove, con un dispendio di tempo e di energia non indifferente.

Ecco l’elenco dei centri autorizzati: il policlinico di Palermo e di Catania, gli Ospedali Papardo di Messina, le Asp di Caltanissetta,Trapani e Ragusa e il Garibaldi di Catania.

Il problema resta inoltre l’informazione di tale iniziativa. Ad oggi infatti forse non tutti i pazienti guariti da Covid-19 sanno di questa opportunità.

Nell’Isola la cura con il plasma è stata somministrata di recente con ottimi risultati su alcuni pazienti della provincia di Catania affetti da Covid-19. Possono donare quei cittadini guariti recentemente dal Covid 19 essendo ancora dotati di plasma iperimmune.

Intanto il San Matteo di Pavia, dopo l’avviamento della sperimentazione lo scorso marzo, oggi è tra i centri più accreditati in Europa per le cure con plasma iperimmune, perfezionando costantemente le linee guida che vengono poi utilizzate nel resto del paese.

Secondo uno studio effettuato su mille donatori di sangue della zona rossa di Codogno, anche gli asintomatici possono avere gli anticorpi neutralizzanti, il 24% di loro presenta anticorpi neutralizzanti per la terapia al plasma. Secondo le ultime ricerche inoltre la quantità di anticorpi neutralizzanti presenti nei guariti non permane a lungo, quindi la possibilità di prelevarlo e stoccarlo, è di pochi giorni.

Quello che ci auguriamo è la creazione di una banca del plasma a livello regionale in grado di dare maggiori risposte ai bisogni dei pazienti affetti da covid-19.

Mario Barbarino

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