UNA FONTANA MONUMENTALE AD ENNA di Salvatore Presti

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La fontana più pregiata e famosa di Enna la troviamo in Piazza Francesco Crispi, ovvero a Sant’Orsola, in quel luogo dov’era l’antica chiesa dedicata alla Santa, demolita all’inizio del secolo scorso per far posto all’Hotel Belvedere, in disuso da diversi decenni. L’artistica statua, riproducente Plutone nell’atto di rapire Preserpina, immortalata nel marmo bianco dal Bernini, è conservata al museo Borghese di Roma. La nostra fontana è stata inaugura nel 1935 con manifesto dell’allora podestà, avvocato Lapis. La storia di questo monumento è raccontata da Edoardo Fontanazza nel suo libro “Enna/Spazi d’arte”, edito nel 1989. Il progettista dell’opera, ingegnere Vincenzo Nicoletti di Palermo, discendente di una famiglia ennese, che ebbe l’incarico con delibera del Comune, dichiarò e mantenne la promessa di “Rinunciare ad ogni competenza derivante dal lavoro di progettazione e direzione dei lavori”. Il Comune e la Pro Loco di Enna, riconoscenti gli assegnarono una medaglia con la seguente scritta sul retro “A Vincenzo Nicoletti che con grazia italica ideò i marmi di una fonte impareggiabile per fermarvi Proserpina rapita”. Il comune dovette superare non poche vicissitudini dal momento che il Ministero dei Beni Culturali di allora frappose difficoltà per l’autorizzazione alla licenza per l’esecuzione del calco, il cui originale del capolavoro del Bernini, come si è detto, si trova presso il Museo Borghese di Roma. Precisi disposizioni furono dati al Nicoletti sulle caratteristiche della statua bronzea quali la fusione col metodo della cera perduta e lo spessore del bronzo che in ogni caso non doveva essere inferiore a millimetri quattro. Altri problemi sul ritardo dell’inaugurazione furono attribuiti alla mancata consegna della base marmorea del monumento.

Salvatore Presti

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