ENNA – DALLA BALATA A LOMBARDIA UNA SEQUENZA DI CHIESE E CONVENTI di Salvatore Presti

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Ad Enna si trovano decine di chiese e conventi, tanto che un dotto viaggiatore dell’ottocento paragonò gli ennesi a tanti sacerdoti dediti alle preghiere e alla frequentazione di luoghi sacri.

 Infatti, a partire da piazza Balata verso il Castello di Lombardia, la sequenza di chiese e conventi è ininterrotta. Alle spalle di detta piazza la maestosa scalinata della scenografica facciata della parrocchia di San Cataldo, sorta sulle fondamenta di un’antica preesiste chiesa

A poche decine di metri troviamo l’imponente mole della chiesa e del convento di San Francesco d’Assisi del XVII secolo, che si affaccia sull’omonimo spiazzo, con il quadrangolare campanile-torre del 1400 e l’abside ottagonale, residuale del palazzo appartenuto alle famiglie dei Chiaramonte e dei Farinata degli Uberti. Prima di giungere in piazza Municipio troviamo la chiesa conventuale di San Marco le Vergini sorta nella prima metà del secolo XVI. Appena dietro il palazzo municipale quella di San Giovanni Battista, prima dedicata a San Domenico, costruita a partire dal 1559 per volontà del domenicano Tommaso Fazello. A pochi passi, su via mercato sant’Antonio, la chiesa dell’ Addolorata portata a termine nei primi anni del 1700. Quindi Il seicentesco santuario di San Giuseppe con l’annesso monastero di San Benedetto, un complesso tra i più imponenti della città, con sovrapposizioni di stili. Nei pressi si erge la torre quadrangolare di San Giovanni, seminascosta, che si caratterizza per le aperture ornate da colonne con capitelli, con la finestra centrale divisa in trifore da snelle colonne. L’imponente scalinata contraddistingue la chiesa di Santa Chiara ora trasformata in sacrario dei caduti delle due guerre mondiali del Novecento.  Il tempio più importante della città è rappresentato dal Duomo, costruito per volere della regina Eleonora d’Aragona, distrutto dal rovinoso incendio del 1446 e ricostruito in stile gotico, rinascimentale e barocco. Nella piazza, dedicata a Giuseppe Mazzini, si affaccia l’ex convento di san Michele Arcangelo, nel passato moschea araba, con facciata in stile coloniale spagnolo. La chiesa, con l’abside ottagonale che guarda il castello, fa parte dell’ex convento di san Francesco da Paola, dove schiere di devoti si recano ad onorare il santo il venerdì di ogni settimana, con pellegrinaggi individuali e a gruppi: il cosiddetto “Viaggiu ò Santupatri”.

Salvatore Presti

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