Il 2020 se ne và e il sindaco Dipietro rilancia le parole di Papa Francesco per uscire dalla pandemia: “Nessuno si salva da solo”.

Print Friendly, PDF & Email

Come sempre fine anno è tempo di bilanci. Il consuntivo del 2020 è particolare per molti aspetti. La pandemia, Covid 19, ha messo in ginocchio l’intero pianeta senza risparmiare Enna e il suo territorio. Dentro un clima tremendo e per certi aspetti surreale la città ha vissuto la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione municipale. La disfida è stata intensissima e accompagnata da toni talmente gravi che a memoria non se ne ricordava un’altra di tale impeto. Dentro anche una depressione economica e demografica che lascerà strascichi per anni. Di questo ed altro ne abbiamo voluto parlare con il primo cittadino Maurizio Dipietro. Con lui una chiacchierata per tirare le somme e guardare al futuro dei prossimi cinque anni.

Caro Sindaco, il 2020 sarà ricordato come un anno intenso e di certo negativo. La pandemia ha stravolto l’intero pianeta e nel nostro piccolo questi dodici mesi hanno anche registrato una campagna elettorale che come non mai è sfociata in attacchi personali trasformando gli avversari in nemici da abbattere. La città come ha vissuto questo anno terribile?

Credo – risponde Dipietro – sia sotto gli occhi di tutti la solidarietà, la grande compostezza e il rispetto delle regole che hanno contraddistinto gli ennesi nel periodo della pandemia. A loro abbiamo dato, sin da subito, segnali chiari in termini di organizzazione delle misure anti contagio e assistenza alla popolazione, grazie al ruolo giocato dal Coc, Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, che è stato prontamente attivato e la cui attività è stata da modello per tutta la Regione. Per quanto riguarda la campagna elettorale vorrei sottolineare che il clima è stata volutamente esacerbato da una parte delle forze in campo che, probabilmente, avendo intercettato il grande consenso che la mia amministrazione registrava nella popolazione, non ha trovato di meglio che “buttarla in caciara” come si suole dire. Ovviamente con pessimi risultati per loro. Mi basta solo ricordare che di tutto ciò per cui ci si è stracciati le vesti in campagna elettorale, non è rimasto assolutamente nulla nel dibattito post elettorale.

L’esame però va approfondito. Il 2020 ha chiuso i 5 anni della sua sindacatura. L’elettorato ha tirato le somme ed ha approvato il suo operato. Ma lei che voto si darebbe e cosa avrebbe voluto fare che non ha fatto? 

Non credo di apparire immodesto se giudico l’operato dei primi cinque anni della mia amministrazione con una sufficienza piena. D’altronde l’esito delle urne è stato inequivocabile, ha premiato a larghissima maggioranza un programma elettorale che conteneva un messaggio chiaro: abbiamo fatto tanto ma tanto resta ancora da fare. Ai nostri concittadini ho sempre detto la verità, instaurando un rapporto diretto basato sulla chiarezza. Certamente tra le cose che avrei voluto fare, ma che stiamo affrontando in questi giorni, è il tema riguardante il servizio idrico e, in particolare, del caro bollette-acqua.

Se guarda all’orizzonte cosa si aspetta dal 2021?

Spero e credo che il 2021 sarà l’anno dalla rinascita per l’intera umanità. Il vaccino anti Covid è ormai una realtà e noi dovremo farci trovare pronti per sostenere la nostra comunità nel percorso di ritorno alla normalità facendo attenzione, come sempre, che nessuno resti indietro.

Un passo indietro. Tra le numerose le problematiche a cui tutta la città vorrebbe dare una risposta il caro bollette acqua. Quale sarà il prossimo passo del Sindaco?

In qualità di presidente dell’Ati, Assemblea Territoriale Idrica, ho indicato una possibile soluzione intanto per giungere nell’immediato ad una riduzione del 5%, attraverso una contrazione degli investimenti. È bene ricordarlo, per quanto importanti, gravano direttamente sulle tasche dei cittadini. Presto l’assemblea dei sindaci sarà chiamata a pronunciarsi su questa proposta o su proposte alternative che, tuttavia, al momento non vedo, che siano in grado di dare risposte immediate al problema. Ma il vero tavolo di confronto dovrà essere aperto subito dopo sul tema del contratto di gestione del servizio, con cui una classe politica poco accorta ha legato la nostra provincia all’attuale gestore del SII, Servizio Idrico Integrato, con costi assolutamente insostenibili. Esiste poi la necessità di un maggiore coinvolgimento della Regione Siciliana nel sostegno economico agli investimenti nel settore che non possono in alcun modo essere sopportati dall’utenza, così come invece il contratto in essere prevede.

La pandemia ha evidenziato quanto importante sia avere sul territorio una Sanità organizzata bene. E lei, quale primo cittadino, è il massimo responsabile della Sanità sul territorio municipale. Quali i progetti e fra questi il futuro del Ciss?

In tutto il periodo della pandemia abbiamo svolto un ruolo attento di collaborazione sinergica con l’istituzione sanitaria del territorio che, come in tutto il territorio nazionale, ha subito un grande stress organizzativo, superando positivamente la prova. Non finirò mai di ringraziare il personale sanitario che a tutti i livelli ha svolto un ruolo fondamentale nella cura e nel contenimento del contagio. Dopo questa esperienza emerge quanto sia importante disporre di strutture ben organizzate e attrezzate sul territorio. In questo senso, come ho già avuto modo si sostenere in campagna elettorale, va inquadrata la necessità che la struttura del CISS veda presto e bene la luce.

Il 2021 sarà l’anno di una rinnovata intesa di programma fra Comune e Università?

Su questo punto voglio, innanzi tutto, fare chiarezza: non c’è mai stata da parte della mia amministrazione la volontà di non dialogare con la governance dell’Università Kore. Al contrario, abbiamo sempre ricercato il confronto, mettendo sul tavolo proposte concrete a cominciare dalla possibilità di trasferire nella parte alta della città almeno una facoltà. Se poi si vuole anteporre al dialogo un concetto diciamo “elastico” di rispetto delle regole, soprattutto in tema urbanistico allora non ci siamo per nulla. Così come non fa certamente bene alla stessa Kore l’essere trascinata al centro del dibattito politico elettorale, trasformando ciò che è un bene di tutta la collettività in una corrente di partito. I recenti esiti elettorali hanno dimostrato che non porta bene né all’università né a chi la tira per la giacchetta. Quindi non posso che rispondere che, per quanto mi riguarda, la porta del dialogo è e resterà sempre aperta, nell’interesse prioritario della città.  

Oltre alla mancata piena contaminazione fra Città e Università altre critiche le sono state avanzate riguardo un certo accantonamento del ruolo di città/capoluogo di Provincia. In sostanza essendo venuta a mancare da anni la figura della Provincia quale ente coordinatore dei Comuni viene additata alla città di Enna una ridotta capacità a riempire nei fatti tale “vacatio”. Lei cosa risponde?

Che sono critiche che giungono da quella stessa classe politica che ha determinato le scelte scellerate degli ultimi quarant’anni e che hanno portato alla cancellazione “a furor di popolo” dell’istituzione provinciale così come la conoscevamo. Noi, al contrario, negli ultimi cinque anni abbiamo invertito la tendenza, dopo i disastri degli Ato e dei Patti Territoriali. Abbiamo messo in pratica un’idea diversa di governo del territorio che ha visto quale obbiettivo centrale la ricerca di fonti di finanziamento esterne al bilancio comunale che fossero legate ad una precisa visione di città. In questo quadro i finanziamenti relativi ad Agenda Urbana, che nel 2021 cominceranno a vedere aperti i relativi cantieri, sono l’esempio più lampante. In questa rinnovata capacità di buon governo del territorio sta il ruolo guida che il Comune ha inteso darsi, in un confronto continuo e costante con tutti gli altri comuni della ex Provincia regionale di Enna, oggi Libero consorzio dei Comuni. Il resto sono polemiche sterili di chi fa finta di non sapere, anche per propria comodità, che l’elettorato ennese ha premiato, in modo chiaro ed inequivocabile, questa impostazione. In passato, di fronte ad una sconfitta così cocente si sarebbero dimesse pure le scrivanie delle sezioni di partito. Oggi si emettono comunicati stampa come se nulla fosse accaduto.    

Pergusa può diventare il polo sportivo della città e l’autodromo ritorna a respirare aria di grandi appuntamenti motoristici.

Per quanto riguarda la vocazione sportiva di Pergusa, nei cinque anni passati abbiamo raggiunto ottimi risultati, a cominciare dalla ristrutturazione del campo di calcio che, sotto altre amministrazioni, si era trasformato in un perenne appuntamento mancato. Anche il Consorzio Ente Autodromo ha fatto la sua parte con la consapevolezza che l’aspetto relativo ai grandi appuntamenti motoristici è solo una parte del ragionamento che riguarda Pergusa. La vocazione naturalistica e storica va parimenti preservata e valorizzata, tenendo anche conto dell’importante ruolo che riveste anche l’ex Provincia Regionale in tema di riserva.

Per la sua giunta e per lei in particolare, lo sviluppo culturale della città è stata sempre sottolineata come una priorità. Quali le nuove iniziative?

Gli investimenti nelle politiche culturali sono stati una prerogativa dei primi cinque anni della mia amministrazione e lo saranno ancora nel secondo mandato, nel corso del quale porteremo a compimento i progetti già avviati. Individueremo nuovi percorsi, certi come siamo che gli investimenti in cultura si trasformano in opportunità di crescita non solo culturale ma anche economica. Epicentro di queste attività sarà il Palazzo Chiaramonte che la mia amministrazione ha individuato quale Palazzo della Cultura, ma anche l’incentivazione delle attività museali che, purtroppo, l’emergenza sanitaria ha temporaneamente bloccato. Ma troveranno posto anche iniziative legate al mondo della musica e del teatro, nonché il proseguo del cammino già intrapreso di conservazione e valorizzazione dei beni storici e monumentali. 

Calo demografico e nuova emigrazione. Fenomeni che in atto stringono al ribasso le potenzialità delle aree interne e quindi non vanno e non possono essere affrontate compiutamente e semplicemente da un solo sindaco. Ma la città di Enna nel suo piccolo cosa fa per porre un argine?

Storicamente le aree interne hanno da sempre subito la piaga dell’emigrazione e, conseguentemente, del calo demografico. Per quanto ci riguarda continueremo nel percorso intrapreso di valorizzazione della nostra realtà territoriale consapevoli del fatto che siamo in una fase di grandi trasformazioni e dobbiamo essere in grado di cogliere le opportunità che ne derivano, puntando su nuovi modelli di sviluppo a cominciare da quelli legati alla cultura e al turismo. Il nostro compito prioritario è preparare la città alle grandi trasformazioni e alle nuove sfide che stanno davanti a noi. Vogliamo essere da stimolo anche per le altre realtà territoriali, con l’obbiettivo di condividere e mettere a rete esperienze comuni a cominciare, ad esempio, dalle politiche di valorizzazioni dei beni artistici e monumentali, come abbiamo già cominciato a fare. Purtroppo l’emergenza sanitaria ha bloccato una serie di azioni già avviate, ma presto contiamo di riprendere con rinnovata energia.

Il Pd guida l’opposizione e provoca, chiede una riduzione delle tasse comunali del 15%?

Io credo che chi sta all’opposizione non debba provocare ma proporre soluzioni alternative e, soprattutto, concrete e coerenti con ciò che poi si fa in sede istituzionale. Quella del Pd è, appunto, una provocazione fine a sé stessa, utile probabilmente a spostare l’attenzione dall’attuale dibattito sul caro acqua su altri temi. Insomma più che una proposta mi sembra un’arma di “distrazione” di massa. Per quanto ci riguarda abbiamo messo in campo tutte le misure possibili per venire incontro a chi è stato messo più in difficoltà dalla pandemia. Ma questo non ci basta e altre proposte porteremo all’attenzione del Consiglio comunale al momento opportuno. Mi auguro che quando sarà il momento le opposizioni non si limiteranno alle provocazioni ma avanzeranno proposte reali. 

Siamo alle porte del 2021 il Suo augurio alla città. Una promessa? 

L’augurio è quello di ritornare al più presto alla normalità. I nostri concittadini mi comunicano quotidianamente una grande voglia di rimboccarsi le maniche per riprendere il percorso di crescita e trasformazione che l’emergenza sanitaria ha interrotto. La promessa è che questa volontà troverà sempre nella mia amministrazione un sostegno coerente e costante. In questo senso – conclude il sindaco Maurizio Dipietro – mi piace ricordare le recenti parole di Papa Francesco che, parlando della pandemia, ha detto: “Ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. Nessuno si salva da solo.”

Che il 2021 sia un anno foriero di salute e serenità. Auguri.

Paolo Di Marco

Related posts