I VEGLIONI AL TEATRO GARIBALDI DI ENNA di Salvatore Presti

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Con la pandemia in atto, che si propaga in tutti i continenti, parlare di carnevale è un’eresia. Sono vietati i veglioni e le feste da ballo, onde evitare i contagi dal coronavirus19. In passato, fino a circa trent’anni fa, il carnevale ad Enna iniziava con il ballo in maschera del giovedì grasso che si teneva al Teatro Garibaldi. Il giorno prima delle ceneri, il martedì grasso, si partecipava all’ultimo veglione, ch’era affollatissimo. Il comune organizzava un certo numero di veglioni mentre concedeva ad altri, dietro pagamento di un ticket, l’uso del teatro per delle serate danzanti. Il giovedì grasso, di solito, era organizzato dall’ Enal (ente nazionale assistenza lavoratori) il cui direttore era l’allora giovane e dinamico avvocato Alberto Rutella, altri veglioni venivano messi in cartellone da qualche circolo, ente o associazione. Gigi Fazzi era uno dei più attivi promotori di questi immancabili appuntamenti. Definito il calendario, al botteghino del teatro si verificava una vera e propria ressa per la prenotazione dei palchi. Allietavano le serate varie orchestre che si esibivano in live fino all’alba. Le più note erano quelle dei maestri Madonia e Assennato. Indimenticabili le veglie danzanti organizzate dal Comune a cavallo della seconda guerra mondiale con la partecipazione dell’orchestra diretta dal M° Buscemi, con il quale si esibiva il mezzo soprano Carmela Barbarino con il suo repertorio di canzoni e ballabili anni ’30. Nei veglioni degli anni ’50 debuttarono diverse orchestre: la “Morgan Jazz” di Nino Morgano, la “Meloritmica” del M° Colina ed altre. Una cantante che spopolava in quegli anni era Daina Mit, nome d’arte di Ninnina Crisafulli, che si esibiva con l’orchestra del M° Peppe Di Dio. I veglioni erano anche occasioni per corteggiare le ragazze ed avere con esse incontri ravvicinati. Alle veglie danzanti del Garibaldi parteciparono anche le star della musica leggera di allora. Da ricordare, nei veglioni di fine anno e nelle feste delle matricole, il pianista catanese Nino Lombardo con le sue indimenticabili musiche da ballo cosiddette “della mattonella”. Dora Musumeci, il cui repertorio era la musica d’ascolto, deliziò il pubblico in sporadiche esibizioni. In una di queste serate si esibì anche Peppino Di Capri con le sue canzoni anni ’60. Ospite d’onore di una serata di gala fu la bella e avvenente Emma Bonino, Miss Italia 1954, particolarmente ammirata e applaudita dal pubblico maschile. Il carnevale impazziva anche per le strade del centro storico, con le sfilate di carri allegorici (domenica di carnevale e martedì grasso) e con le tante ‘maschere e mascherine’ che s’incontravano nelle strade e nelle piazze. Il comune metteva in palio premi in denaro per il miglior carro e per gruppi con abiti carnevaleschi che, a parere della giuria, meritavano di essere premiati.

Salvatore Presti

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