Enna: le fiamme avvolgono il Corso Sicilia.

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Dalle ore 16 di questo pomeriggio, due squadre più due autobotti dei vigili del Fuoco- di Enna sono impegnate a contrastare l’ incendio che sta interessando ancora una volta le pendici del capoluogo.
La zona interessata dalle fiamme é quella sotto il cimitero verso corso Sicilia già invaso completamente dal fumo. Sul posto anche diverse squadre antincendio forestali. Al momento stanno operando anche i mezzi aerei.

Intanto anche nel resto della Sicilia sono andati in fumo: 20.000 Ettari di verde in un solo giorno.
Mettendo a nudo le incapacità di un sistema.
Miliardi di Euro spesi per traghettare quel che resta del Bel Paese verso il terzo millennio in modo sostenibile (dicono). Ma Nulla viene stanziato per i Parchi, nazionali e per la natura che nel Sud Italia è senza dubbio conserva una biodiversa che non ha eguali in Europa, con punte di biodiversità uniche al mondo, dall’altro è la più assediata dalle attività umane. Città, strade, dighe, infrastrutture.

Oggi non si comprende che senza quegli alberi, quei cespugli, quei campi e quei pascoli che sono andati in fumo potremo avere computer, fibre, comunicatività e connettività quanto e più degli altri ma non saremo più un popolo capace di sopravvivere a se stesso.
Leggo stamattina le tristi e rabbiose parole di Emanuele Feltri, agricoltore del Simeto a cui gli incendiari (e non i priromani) hanno bruciato tutto, sinanco i sogni della giovanissima figlia, e non posso che pensare che dinanzi simili fatti i “governatori” delle regioni colpite dovrebbero semplicemente ed umilmente rimettere il mandato nelle mani del loro pirlissimo elettorato.
Si, pirlissimo perchè anche noi tutti abbiamo la grande colpa di non aver mai chiesto quel che effettivamente serve al futuro delle nostre terre.
Siamo ancora a luglio e l’estate non promette piogge, quando infine arriveranno saranno anche esse un flagello di Dio, scateneranno frane e smottamenti proprio su quei neri suoli che un tempo furono pane.
Però il problema dell’italiano medio sta nell’obbligo o meno di dimostrare la vaccinazione, nella individuazione delle “libertà”, mentre a Roma, come a Cagliari ed a Palemo la terra brucia nell’indifferenza più totale.

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