Rincari, la Confartigianato chiede misure urgenti: “Abbattere i muri sulla strada delle PMI”

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L’intervento del Governo potrebbe non bastare. Il decreto taglia-bollette potrebbe essere solo un placebo
per le piccole e medie Imprese. L’aumento di luce e gas costerà caro al portafoglio degli imprenditori, già in
affanno.
L’Arera è stata chiara; a far data dal 1° ottobre i rincari giungeranno a quasi il 30% in più rispetto al
trimestre precedente. Dato che, comparato con i consumi di un’attività, potrebbe arrivare a tradursi fino a
4mila euro in più all’anno per i costi delle utenze.
Di certo, quanto posto in essere dall’Esecutivo ha il merito di calmierare – seppur in parte minima- i rincari,
ma ciò non si concretizza in un vero giovamento per le PMI che patiranno inesorabilmente l’aumento delle
tariffe.
Perché a rimanere vivo è il principio “meno consumi più paghi” che nel 2020 alle Piccole e Medie Imprese è
costato il 49% di gettito richiesto alle aziende, a fronte di un solo 32% di effettivi prelievi di energia. La
Confartigianato ha chiesto a gran voce un intervento netto del Governo sul punto esigendo che il quadro
cambi.
L’Associazione, anche in questo frangente, mette in campo tutte le sue risorse a tutela delle PMI. In primis i
servizi del proprio consorzio di energia. Ma il vero obbiettivo resta quello, a livello nazionale, di portare
l’Esecutivo a riporre maggior attenzione su una questione altamente delicata, che con il passare del tempo
di certo inciderà negativamente sui bilanci delle Imprese.
E non mancano criticità anche in ordine ai rincari delle materie prime che, dal tramonto di quest’estate,
hanno registrato un aumento del 31,9%. Un macigno che pesa sui piccoli imprenditori i quali in alcuni casi,
infatti, sono costretti a rifiutare lavori non soltanto per il costo esoso delle materie prime, ma anche perché
talvolta queste sono impossibili da reperire.
La Confartigianato ha chiesto al Governo un maggior controllo ed anche in questo caso – come per
l’energia- manovre che tendano a mitigare i costi.
Il presidente Provinciale della Confartigianato Imprese Enna, Peter Barreca, ha sottolineato come repentine
debbano essere le soluzioni: “La serie di muri costruiti sulla strada della ripartenza delle Imprese vanno
abbattuti nel minor tempo possibile. Un intervento necessario, prima che la produttività dell’intero tessuto
venga compromessa in maniera irreversibile”.

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