15 CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GARGAGLIONE PAOLO.

Print Friendly, PDF & Email

Dinnanzi al successo dell’amministrazione per le numerose iniziative di reperimento di fondi pubblici extra bilancio per la realizzazione di opere di importanza storica per la città, come le cronache recenti evidenziano, non possiamo che proclamarci soddisfatti per l’operato della Giunta e della maggioranza consiliare che la sostiene.

Tuttavia, prendiamo atto con vero dispiacere della defezione dei consiglieri Gargaglione e Macaluso.

In coerenza con la legittima scelta di abbandonare la maggioranza, ci saremmo aspettati le dimissioni da Presidente del Consiglio da parte del collega Gargaglione, che poco più di un anno addietro (superando, peraltro, una qualche esitazione iniziale) fu eletto alla carica proprio in virtù di un accordo politico raggiunto tra le varie liste collegate al Sindaco Dipietro (e di cui lo stesso Sindaco è garante), e grazie ai voti dei 17 consiglieri facenti parte della coalizione a sostegno dell’Amministrazione.

Nondimeno, apprendiamo dalla stampa che il Consigliere Gargaglione intenderebbe sconfessare quell’accordo politico e quell’elezione, ritenendo di ricoprire la carica per “volontà popolare” (…e speriamo almeno che non creda per “volontà divina”).

Davvero non comprendiamo come il Presidente del Consiglio Comunale possa affermare di esser stato eletto direttamente dai cittadini. Né come possa ritenere la richiesta di sue dimissioni alla stregua di “una vendetta”, di un “tradimento degli elettori”, di un atto di “arroganza nei confronti di una forza politica che è sempre stata leale e corretta”. Di quale forza politica parlano i consiglieri Macaluso e Gargaglione? Chi sarebbero i traditori ed i traditi? L’unico tradimento che constatiamo è quello di chi è stato eletto per sostenere una maggioranza e poi decide di abbandonarla.

Caro Presidente, su una cosa siamo d’accordo: la Presidenza del Consiglio non appartiene al Sindaco. Appartiene, infatti, ai Consiglieri Comunali. Appartiene a chi, il 26 ottobre 2020, nella prima seduta del neoeletto Consiglio, ha scritto il Suo nome su di un foglietto bianco.

Non sia scortese, Sig. Presidente, ci tolga dall’imbarazzo di dover invocare l’attuazione di norme statutarie e di doverle ricordare ad ogni futura seduta che Lei non gode più – per una Sua libera e legittima determinazione – della fiducia della maggioranza del Consiglio Comunale. La preghiamo di darci segno che Lei non è uomo politico attaccato alle poltrone.

La invitiamo ad alzarsi da quello scranno, Sig. Presidente, ringraziandoLa – e questo senza alcuna ironia – per il lavoro fin qui svolto.

Related posts