Mancuso presidente dell’Ordine dei Medici di Enna: “La sede della Kore deve essere la sede del Policlinico”.

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Matraxia, studente Medicina, si rivolge a chi deve decidere: “Scegliete il meglio e abbandonate le sterili ragioni campanilistiche o peggio elettorali.”

La proposta dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza di dare vita ad un Policlinico diffuso, collegato all’Università Kore, che tocchi i territori di Enna, Caltanissetta e Agrigento o come l’ha voluto definire in inglese, Teaching Hospital del Centro Sud Sicilia, l’on. Elena Pagana non piace e non convince gli ennesi. In particolare chi per professione o per studio si muove nell’ambito sanitario. Ecco quindi la riflessione del dott. Renato Mancuso presidente dell’Ordine dei Medici di Enna: “L’idea di realizzare un Policlinico diffuso tra le province di Enna, Caltanissetta ed Agrigento, non trova riscontro in alcuna realtà italiana, ove nella sede della facoltà di Medicina, insiste il percorso formativo clinico, attraverso il Policlinico, per l’appunto.” Per Mancuso tale ipotesi non agevolerebbe i percorsi formativi dell’Università Kore, anzi: “Pensare di frammentare l’offerta formativa universitaria, assecondando questa bizzarra idea del policlinico diffuso, peraltro di difficile realizzazione e concezione anche giuridica, lederebbe il fondamentale diritto allo studio degli studenti universitari, che si vedrebbero costretti a peregrinare per svolgere la formazione teorica e la pratica clinica.” Insomma in un momento che la facoltà di Medicina della Kore è chiamata a prendere il volo ecco imposti dei limiti penalizzanti: “I giovani studenti di Medicina rappresentano il futuro della nostra sanità, che deve essere potenziata e valorizzata, come abbiamo imparato nella gestione della recentissima pandemia, appena vissuta; in tale contesto la Medicina ennese ha rappresentato un’eccellenza, come riconosciuto, anche in occasione del convegno, dal titolo “Post Covid: il paziente e la sintomatologia persistente” tenutosi ad Enna il 5 marzo scorso, che ha registrato la presenza di illustri professionisti, tra cui il prof. Pregliasco.” Il presidente provinciale dell’Ordine dei Medici lancia un appello: “Sulla base di tali premesse le Istituzioni, le Amministrazioni e tutti gli attori a vario titolo interessati e responsabili delle scelte che avranno refluenze sulla vita universitaria hanno il dovere di adottare decisioni opportune e ponderate, non dettate da necessità elettorali per non svilire, in primo luogo il sacrosanto diritto allo studio; ma per non svilire la stessa Università Kore che rappresenta un’eccellenza siciliana e che, per la sua collocazione, la sua struttura, i servizi offerti, può aspirare a diventare un campus universitario.” Mancuso conclude: “Attenzione, l’ipotesi di un Policlinico diffuso potrebbe avere, effetti negativi socio-economici, minando l’appetibilità ed il valore di un’università che rappresenta un vero gioiello della Sicilia centrale ed un riferimento per studenti di tutta Italia. Auspico che nella gestione di tale vicenda prevalga il buon senso, in una visione orientata al diritto allo studio. Purtroppo stiamo discutendo e perdendo tempo sull’ovvietà: la sede dell’Università Kore deve essere la sede del Policlinico.”
Interviene sull’argomento anche Jacopo Matraxia, studente della facoltà Medicina Kore: “Mi sono interrogato sul tema Policlinico Universitario e mi sono posto tante domande. Incuriosito ho fatto varie ricerche sul Policlinico diffuso o teaching hospital in Italia, non ho trovato neppure un caso.” Ma per Matraxia è paradossale che “nessuno si è interrogato su cosa sarebbe meglio fare dal punto di vista formativo, didattico ed organizzativo. Sulle proposte avanzate non ho apprezzato un’analisi sull’organizzazione e sull’impatto che le stesse avrebbero rispetto la vita universitaria. Nessuno indica come si svolgerà il tirocinio, come sarà articolato, come conciliare la formazione teorica in una città ed il tirocinio diffuso in ben tre aziende sanitarie diverse dove svolgere attività clinica. Ho cercato di entrare nei panni dei tanti colleghi, che assistono attoniti a tale dibattito, senza comprenderne a pieno le ragioni. E se un cittadino del territorio, può magari comprendere certe logiche, ciò è difficile, se non impossibile, per uno studente, non ennese, che ha fatto un investimento sull’Università Kore.” Matraxia conclude: “Rivolgo un appello a coloro i quali hanno il compito di dire l’ultima parola sulla questione. Quando deciderete come strutturare la nostra attività clinica, quando deciderete il nostro futuro di medici, della nostra e della vostra sanità, fatevi guidare dalle ragioni didattiche e scientifiche, scegliendo il meglio ed abbandonando sterili ragioni campanilistiche o peggio elettorali.”
Paolo Di Marco

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