Centuripe. Una mattinata splendida e intensa nel cortile del plesso Verga della Scuola Secondaria di I grado.

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Una mattinata splendida e intensa quella trascorsa il 24 maggio nel cortile del plesso Verga della Scuola Secondaria di I grado di Centuripe. Un momento molto partecipato, per ricordare e celebrare le vittime della mafia, in modo particolare per ricordare la strage di Capaci, nella quale morirono il giudice Falcone, sua moglie, anche lei magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, fino ad arrivare al giudice Borsellino e a tutti gli eroi che hanno sacrificato la loro vita compiendo il proprio dovere.
La Dirigente, dottoressa Cinzia Giuffrida, ha salutato la comunità scolastica ricordando che Giovanni Falcone ha perso la vita per una sola colpa, quella di aver voluto fare bene il proprio dovere, come uomo e magistrato. “Di quel maledetto e sanguinario 23 maggio del 1992” – dice la dirigente – “molti siciliani e italiani hanno un ricordo nitido.”
In un discorso lucido e sempre più incalzante, pone uno scottante quesito. “ E a noi, che ci sentiamo al di fuori di questa realtà, che non usiamo le armi, che non ci nascondiamo, chiedo, facciamo sempre il nostro dovere con diligenza, con l’orgoglio di lavorare tutti per il benessere collettivo, che supera ogni misero interesse personale? Agiamo sempre con lealtà? O qualche volta facciamo qualche sopruso? Facciamo finta di non vedere? Per la pace, per la nostra pace?” Ricorda anche le parole di Paolo Borsellino, ucciso solo 57 giorni dopo l’inseparabile amico Giovanni: “ La lotta alla mafia è innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. La dirigente si è soffermata ad analizzare il senso del sacrificio di Giovanni e di tanti altri, che nonostante la divisa sporca di sangue ebbero sempre una divisa pulita perché onorata dalla lealtà e dall’onestà. “È la divisa decorata dal privilegio di lavorare per lo Stato: Magistrati, carabinieri, poliziotti, amministratori, insegnanti…tutti con la stessa divisa, decorata dall’orgoglio di essere al servizio della Res pubblica, cioè per il bene di ognuno di noi, non martiri ma eroi di ogni giorno. Difendere la legalità, la democrazia, la libertà, di ognuno di noi, questo è il dovere che dobbiamo compiere ogni giorno.”

Il Sindaco, dott. Salvatore La Spina, ha sottolineato l’importanza di ricordare questo giorno insieme a chi oggi rappresenta il futuro della comunità. – “Il 1992 fu un anno terribile, ricorda il sindaco La Spina, visibilmente emozionato. Angoscia, paura, scoramento, ecco i sentimenti provati alla notizia della terribile strage. In quel momento noi tutti, siciliani e non, ci siamo resi conto che una forza potente stava danneggiando le nostre istituzioni. Le nostre città assomigliavano a città in guerra, desolate, vuote e senza turisti, presidiate dall’esercito e dalle forze dell’ordine. Abbiamo avuto la forza di riprenderci da quel terribile momento, e dopo 30 anni celebrare la Giornata della Legalità vuol dire riconoscere che chi ha vinto, nonostante il sacrificio di tutte le persone che hanno perso la vita, è lo Stato composto dalla società civile, prima di tutto da voi giovani che crescete con una cultura che si chiama di antimafia.”
Energici e brillanti gli alunni della scuola, che sotto un caldissimo sole di maggio, hanno salutato i presenti. “ Dopo trent’anni, la ricorrenza della strage di Capaci non è solo un anniversario più solenne degli altri ma è un’occasione per riflettere con maggiore attenzione su quanto accade il 23 maggio 1992 all’altezza dello svincolo autostradale di Capaci, e cercare qualche risposta in più sulla responsabilità della mafia in quel terribile attentato che ha così profondamente inciso sulla storia dell’Italia.”
Gli alunni delle classi terze hanno presentato diversi brani musicali. “Pensa” di Fabrizio Moro, e “I 100 passi” dei Modena City Ramblers, nella quale vengono ricordati Peppino Impastato e Aldo Moro. Il titolo della canzone prende il nome dal numero dei passi che occorre fare per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso e ci fa comprendere la vita di Peppino Impastato e la sua lotta per la giustizia e la verità. Infine i ragazzi hanno cantato “Silenzio”, canzone composta da un gruppo centuripino “I fattori recessivi”.
Nel 2012 questa canzone divenne l’inno della legalità, nel Giornata della memoria a Palermo. In quella giornata moltissimi giovani, provenienti da tutta Italia, intonarono questa emozionante canzone che ricorda la terribile strage di Capaci.
Gli alunni tutti, infine, attraverso riflessioni, poesie e citazioni, in una sorta di staffetta della legalità, hanno ricordato il sacrificio di tanti eroi e l’importanza della cultura e dell’istruzione nella lotta contro la mafia. Sono stati ricordati tanti nomi, non tutti, sottolineando il dovere di ricordare sempre il
sacrificio di questi eroi che hanno reso la nostra terra ancora più speciale.
Incrociare i loro sguardi attenti e osservare i loro occhi lucidi e sinceri ha fatto percepire ai presenti quanto luminoso sia il futuro di questo nostro caro paesino.

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